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Talenti in scena per la Casa di Anita
Anno XXI, n. 2 Novembre 2021 - di Anna Ghezzi

Applausi, abbracci, il Teatro Pime di Milano pieno. Sul palco voci e talenti dei volontari e, per l’occasione, anche Claudio Santamaria in versione cantante, chitarrista e trombettista con l’amico e collega Francesco Mandelli, il “Nongiovane”.
È stato questo e molto altro The Amani Show, lo spettacolo nato per ritrovarsi ancora una volta nel ricordo di Giulio Bianchi, socio fondatore di Amani, e lanciare Ventorosa, il vino che anche quest’anno, grazie alle Donne della Vite e alla loro rete solidale, aiuterà a garantire accoglienza e istruzione alle bambine della Casa di Anita, in Kenya.
Lo spettacolo è stato preparato a distanza, poi sabato 13 novembre, a partire dalla mattina, via via che i volontari e i loro compagni di palco arrivavano da tutta Italia, ha cominciato a prendere forma. E quando sullo schermo sono comparse Mapi e le bimbe di Anita sulle note di Miracle worker, canzone insegnata a Mapi da Ann, bambina accolta alla Casa di Anita, la magia è cominciata. Sul palco si sono susseguiti Carla Monni, giornalista dalla voce soul e il pianista Carlo Rinaldi. Luca Maiorano, ingegnere che di giorno si occupa di rifiuti speciali e nel tempo libero cammina e suona il flauto traverso, si è esibito con Alberto Colzani, designer e percussionista, insieme agli amici Fabio Bello e Valerio Receputi (chitarra e basso); Damiano Aliverti Piuri, studente di fisica, si è trasformato in tastierista al servizio delle voci travolgenti di Chiara Belloni, psicologa, e Francesca Savi, studentessa di Giurisprudenza. A portare un po’ di improvvisazione teatrale tra una canzone e l’altra sono stati prima Eugenio Galli e Chiara Vitti e poi Alessia Marotta, campista 2019, insieme agli Otto meno un quarto ovvero Vlasta Bari, Carlo Brondi e Matteo Sansalone. Stefano Zucali, avvocato che da sempre sostiene Amani e nel 2019 è stato a Kivuli con tutta la famiglia, ha raccolto gli amici nell’estemporaneo Coro del Gran Sasso con Francesco Cavigioli, neonatologo e teatrante, e Andrea Aiello, editore, per strappare una risata al pubblico con Diego Baiguini, Alessandro Cesaris, Giovanni Sitia, Gianluca Mancini e Andrea Strambio. E ancora: Federica Lugani ha portato sul palco un po’ di Zambia cantando l’amore per la vita e la fiducia nell’essere umano, seguita da Elisa Mogicato e poi da Alessandro Pettinari, agronomo di Senigallia e volontario di Amani da più di vent’anni che con Daniele Marzi ha fatto risuonare al Pime “Fuoco sulla collina” di Ivan Graziani.
A condurre la serata con gentilezza e professionalità è stato Ignazio Oliva, attore, regista e amico di Amani dai tempi del documentario Young satellite – Amani Yassets Football Club, che oltre al suo tempo ci ha regalato anche un ricordo del suo primo incontro con Amani, Nairobi e padre Kizito, nel 2004. “Perché sei qui?” è la domanda che allora gli aveva posto padre Kizito. La stessa che ci siamo posti in tanti, che continuiamo a farci ogni volta che decidiamo di fare qualcosa per Amani e i suoi progetti. Come essere in quel teatro, cantare o recitare su quel palco. O come, speriamo, organizzare altri Amani show in giro per l’Italia, perché c’è bisogno di stringersi dopo tanta distanza, di mostrare il bello che può nascere dai talenti di chi è partito per un campo di incontro e a quell’incontro continua a dedicare tempo e pensieri.
Al Teatro Pime sono state presentate e vendute le prime bottiglie della quarta edizione di DiVento, Ventorosa, lo spumante Brut Rosé Oltrepò Pavese doc Torrevilla prodotto dalle Donne della Vite e regalato ad Amani per le bambine e le ragazze della Casa di Anita. Duemila bottiglie (il doppio rispetto allo scorso anno), solidali e sostenibili per la scelta dei materiali e dei metodi di produzione, sono state realizzate anche grazie alla collaborazione con EnoVetro, Vinventions, Ovis Nigra, Enoplastic e Promuovere che, fornendo a titolo gratuito materiali e impegno, permettono di raccogliere offerte di denaro destinate interamente alle bambine. «Essere stata alla Casa di Anita ha cambiato la nostra prospettiva su molte cose – ha spiegato Valeria Fasoli dal palco del teatro – e l’impegno a sostenere le ragazze è diventato qualcosa di imprescindibile per noi, ancor più ora che la pandemia ha ulteriormente accentuato le disparità di genere, in particolare nei Paesi in cui già importanti sono le difficoltà economiche e sociali»”.
Il 17,7% del bilancio della Casa di Anita è stato sostenuto proprio dal progetto DiVento.
Le bottiglie da 750 ml saranno cedute a fronte di una donazione minima di 10,00 €/bottiglia.
Tutte le informazioni sull’iniziativa e sulle modalità per donare e ricevere DiVento sono disponibili al link www.donnedellavite.com/divento2021.
Nella foto: Claudio Santamaria e Francesco Mandelli durante la loro esibizione
Credits: Enza Tamborra
Anna Ghezzi, volontaria di Amani e giornalista de’ La Provincia Pavese.

