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Nel ricordo di Davide
Anno XXIII, n. 1 Giugno 2023 - di Chiara Avezzano

La storia della famiglia Fraschia è una storia di relazioni, quelle che Marco, Rinalda ed Ester hanno costruito con la gente della Val Pellice, e che aveva costruito evidentemente Davide.
Di Ester avevo sentito parlare nel 2021, quando fu ospite presso il centro di Mthunzi, in Zambia, per qualche settimana. Al suo rientro Ester organizzò una raccolta fondi in memoria di suo fratello Davide, venuto a mancare molto giovane, con l’obiettivo di acquistare dei libri scolastici per i bimbi di Mthunzi. La raccolta andò così bene (più di 10.000 euro raccolti!) che oltre ai libri abbiamo avuto l’opportunità di offrire ai bambini del centro anche un’aula studio adeguata alle loro esigenze.
Sapevo che la raccolta fondi aveva mobilitato un paese intero della Val Pellice, e mi chiedevo come. Quando lo scorso ottobre ho conosciuto i genitori di Ester, ho visto in loro la voglia di lasciare un segno positivo, nonostante tutto, seguendo ciò che a Davide sarebbe piaciuto realizzare. Ed allora ecco le gite in montagna, gli incontri con gli amici all’aria aperta, il sogno di trasformare quell’agglomerato di case così poetico, che si trova al riparo della montagna, in un luogo per tutti.
Nella ricerca continua di una trasformazione positiva sta, forse, l’energia che ha trascinato e trascina anche le persone di Torre Pellice nel desiderio comune di ricordare Davide.
E nella scia di quell’energia arriva Mthunzi, un’Africa che Davide guardava ma che non era ancora riuscito a incontrare di persona. Lì arriva la sorella di Davide, Ester, che quel sogno lo realizza e si mette in viaggio, proprio a un anno dalla morte del fratello.
Mentre Ester è a Mthunzi forse vede qualcosa, sente qualcosa, chissà, non so esattamente, però qualcosa a Mthunzi l’ha smossa. Tornata a casa ha organizzato una serata per ricordare Davide a cui hanno partecipato in tantissimi, e in tantissimi hanno raccolto abbastanza fondi non solo per acquistare libri di testo per Mthunzi ma anche per trasformare il grande salone che affaccia sul cortile interno, a volte usato per la cena quando ci sono tanti ospiti, altre volte per gli spettacoli quando il tempo fuori non aiuta, a volte per la messa.
Oggi quel salone è un’aula piena di tavoloni colorati e scaffali per i libri, i bambini e i ragazzi di Mthunzi si radunano lì nelle ore di studio, ma anche per i loro incontri, le feste, e così via.
E tutto è stato possibile grazie alla forza delle relazioni. La relazione tra Davide ed Ester, le relazioni tra la famiglia Fraschia e le persone di Torre Pellice, le relazioni tra Ester e i ragazzi di Mthunzi.
A novembre ero a Mthunzi e abbiamo organizzato una videochiamata per permettere ai ragazzi di ringraziare Ester, Marco e Rinalda dal vivo. Con il cellulare in mano rivolto verso lo stanzone, ho inquadrato i ragazzi che a turno hanno preso parola per raccontare quanto fossero soddisfatti oggi di avere un’aula a loro disposizione e quei tavoli comodi su cui studiare.
Marco, Rinalda ed Ester sorridevano al di là dello schermo, ci raccontavano di tutti gli amici che avevano reso possibile quell’impresa, promettevano un incontro di persona.
Poi uno dei ragazzi ha preso un tamburo e all’improvviso l’aula si è trasformata in teatro, la confusione e le danze ci hanno travolto: Marco e Rinalda hanno avuto un assaggio dell’aria che si respira a Mthunzi, mentre Ester ha ritrovato l’energia di quel posto tutta in un colpo, quell’energia così forte che ha permesso di creare un ponte lungo circa 10.000 km, un ponte che ha unito la comunità di Mthunzi e la comunità di Torre Pellice, nel ricordo di una persona che, ne sono convinta, avrebbe amato tutto questo.
Chiara Avezzano, responsabile della progettazione e del coordinamento delle attività in Kenya e Zambia.


